Il gioco 4X di Paradox, Stellaris, è senza dubbio uno dei titoli più amati fra i grand strategy games recenti. Come per altri prodotti di punta degli sviluppatori svedesi, però, il gioco è costantemente in evoluzione, e se dovesse seguire la strada di Crusader Kings II o di Europa Universalis IV, è probabile che ce ne sia ancora per svariati anni. Al momento, in cima all’agenda di Stellaris si trova una sostanziale revisione delle modalità di viaggio con cui i giocatori possono navigare nello spazio.

Fin dal lancio, Stellaris ha messo a disposizione degli Imperi che popolano la galassia (tanto quello del giocatore quanto l’AI) tre metodi diversi di viaggiare fra gli astri: i wormhole, il warp drive alla Star Trek, e l’hyperdrive, un sistema che consente il viaggio iperluce solo lungo delle “autostrade spaziali” predeterminate. Con l’espansione in arrivo, le prime due saranno rimosse dalle opzioni disponibili, e tutti inizieranno con il solo hyperdrive. Questo, nelle parole degli sviluppatori, per facilitare il game balancing e l’implementazione di nuove funzioni, specialmente per quanto riguarda la guerra. L’accresciuta mobilità delle prime due modalità, infatti, permetteva di evitare con facilità le difese statiche.

Tutto questo si sposa con l’implementazione del concetto di terreni galattici, sostanzialmente dei modifier che si applicheranno a battaglie e spostamenti attraverso particolar formazioni stellari, nebulose e così via. L’espansione prevede molte altre modifiche, fra cui l’introduzione di Gateways, simili ai relays di Mass Effect, e una revisione sostanziale delle meccaniche belliche e diplomatiche.

 

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