Penso che il buon 99% delle persone che bazzicano da queste parti conoscano perfettamente il nome di Naruto, come protagonista dell’ anime o del manga, visto che per anni ci ha accompagnato all’ora di pranzo alternandosi con Dragon Ball, One Piece e i Simpsons. Il grande successo dell’opera del Maestro Kishimoto ha avuto una rilevanza tale da “invadere” praticamente tutti i campi possibili del merchandising, compreso ovviamente il mondo del videogioco. Non si contano più i titoli dedicati a Naruto e compagni (così come accade per lo stesso Dragon Ball ad esempio) ed in questi giorni mi sono ritrovato a poter provare l’ultimo arrivato in famiglia, Naruto to Boruto: Shinobi Striker per PS4

LE NUOVE GENERAZIONI

Le mie precedenti esperienze con i videogiochi dedicati a Naruto sono legate in particolar modo alla serie Ultimate Ninja Storm, un classico gioco di combattimento, quindi Naruto to Boruto: Shinobi Striker rappresenta una bella novità: sempre di gioco di combattimento si tratta (d’altronde quando hai le arti ninja da poter sfruttare, non puoi di certo fare un gioco dedicato allo Shoji… a meno che il protagonista non sia Shikamaru), ma con modalità ben diverse da quelle viste fino ad oggi. Stiamo in effetti parlando di un prodotto dal duplice volto: in modalità offline è un gioco action a missioni, mentre dedicandosi al gioco online diventa un “Fighting Arena”, praticamente (passatemi la semplificazione) una specie di Overwatch con i ninja.

Il gioco ci accoglie con un semplice editor con cui creare il nostro Avatar virtuale e, non appena conclusa la creazione del personaggio (purtroppo le opzioni iniziali sono molto scarne, anche se progredendo le scelte si ampliano), veniamo subito accolti da Kakashi che ci mostra l’Arena VR (questi ninja hanno un progresso tecnologico da far invidia ad Elon Musk) in cui ci alleneremo e combatteremo. L’Arena VR rappresenta in effetti il cuore della modalità offline: all’interno di questa struttura possiamo affrontare le varie missioni che ci vengono proposte, e completandole otteniamo Ryo (la valuta del gioco), punti esperienza e item vari.

Il combattimento ovviamente è il fulcro di Naruto to Boruto: Shinobi Striker e devo dire che, da fan della saga, mi sono divertito e non poco, perché praticamente è possibile fare tutto quello che abbiamo avuto modo di osservare negli anni nelle avventure di Naruto: correre sui muri e sull’acqua (con tanto di Chakra che fuoriesce dai piedi), effettuare movimenti a mezz’aria impossibili ed ovviamente lottare come un vero ninja, grazie ad una grande varietà di Ninjutsu, Genjutsu e Taijutsu.

Devo dire che, a causa della varietà, durante il tutorial mi sono addirittura sentito un po’ spaesato per la quantità di diverse tecniche da gestire: ogni tasto del pad ha un suo specifico utilizzo (anzi a dire il vero qualche tasto serve anche per più di una cosa, quando combinato con gli altri), ma con il tempo, come accade spesso in questo tipo di giochi, la memoria muscolare ci dà una mano. Come se non bastasse il gioco dà la possibilità al nostro Avatar di scegliere tra molteplici tecniche, equipaggiamenti e abilità, legate ad uno dei 4 ruoli tra cui scegliere nel gioco: melee, ranged, difesa o curatore, permettendoci di personalizzare il nostro personaggio come meglio ci aggrada.

ONLINE PRATICAMENTE OBBLIGATORIO

E’ possibile giocare a Naruto to Boruto: Shinobi Striker in modalità offline, completando le tantissime missione nel simulatore VR, utili per livellare il nostro Avatar e raccogliere le “scroll”, il corrispettivo dei loot box in questo gioco, oltre a darci la possibilità di sbloccare alcuni personaggi famosi della serie che ci potranno insegnare nuove abilità o fornirci nuovi costumi. Bisogna dire che “grindare” le missioni diventa molto tedioso per un paio di problemi: in primis, le varie quest ci costringono a vedere tutte le cut-scene e seguire i dialoghi senza possibilità di skipparli, ed inoltre  non sempre gli NPC che ci assegnano le quest spawnano in maniera corretta, costringendo nei casi più “gravi” anche a ricaricare il gioco. Questo bug, insieme a qualche piccolo glitch grafico (roba di poco conto, come qualche fenomeno di clipping), è il difetto più evidente di Naruto to Boruto: Shinobi Striker, ma confidiamo nell’intervento di Bandai per una patch in tempi brevi (d’altronde sono problemi facilmente risolvibili).

Il vero cuore del gioco si trova nella modalità online (e quindi nel caso della versione PS4 che ho provato PS Plus risulta obbligatorio), grazie per l’appunto ai combattimenti in Arena 4 contro 4. Purtroppo mi sono trovato spesso e volentieri ad affrontare team di livello molto superiore al mio e quindi i casi sono due: o sono l’unico scarso che c’e’ in giro oppure il sistema di matchmaking ha qualche problema di troppo.  Per fortuna anche con questo gap di livello esagerato, i combattimenti sono divertenti e, grazie ad un po’ di skill, si può anche uscire vittoriosi da alcuni fight a prima vista sbilanciatissime!

CONCLUSIONI

Naruto to Boruto: Shinobi Striker presenta qualche luce, ma purtroppo anche delle ombre. Il sistema di combattimento è molto divertente e ci dà la possibilità di muoverci come un ninja della saga e l’idea di dare al titolo in modalità offline l’impronta di un gioco Action a missioni funziona benissimo, ma purtroppo ci sono grossi problemi con alcuni quest giver che spariscono nel nulla. Un errore che va corretto quanto prima con un patch perché è veramente snervante dover ricaricare il gioco ogni volta: mai come in questo l’intervento di Bandai in tempi brevi sarebbe una manna dal cielo

In modalità online e quindi in Arena il gioco diventa molto frenetico (che può piacere e può non piacere), ma purtroppo il sistema di matchmaking ha qualche problema di troppo, comunque facilmente risolvibile. Per chi è appassionato del mondo di Naruto un titolo divertente e da considerare, anche perché si distacca dal classico picchiaduro a cui eravamo abituati con la serie Ultimate Ninja Storm.