Che la community Blizzard (parlando anche per esperienza personale) sia notoriamente la “migliore” non c’è ombra di dubbio. Vuoi per i generi di giochi trattati, vuoi per la “difficoltà” e per l’essere improntati soprattutto sull’E-Sport, i videogiocatori Blizzard sono generalmente più adulti e “seri” rispetto alla media degli altri colleghi. Con l’avvento di titoli come Overwatch ma anche Heroes of the Storm, la paura diffusa tra gli utenti era che questo primato potesse andare perduto.
FPS con toni “bambineschi” per Overwatch, Free-to-play MOBA (i preferiti dai casual gamers per eccellenza) per Heroes of the Storm = orde di ragazzini in arrivo.  Come dargli torto. Il dato è innegabile, e gli oltre 150 milioni di giocatori raggiunti da Overwatch ne è l’ennesima prova.

Come premesso dal titolo, in questo articolo vi racconterò una storia, partendo però da due presupposti. Primo: ricordatevi che le persone (e i ragazzini in particolare) possono/devono essere educate. L’incontro con una comunità “più adulta” potrebbe/dovrebbe portare all’acquisizione di una maturità più profonda. Aiutiamo i nostri ragazzi a crescere.
Secondo: questa storia non vuole assolutamente rendere giustizia a tutta la community. Generalizzare in negativo è sbagliato quanto farlo in positivo. Per quanto ne sappiamo, i protagonisti di questa storia potrebbero essere giocatori di vecchia data e già partecipi alla vita Blizzard, non quindi dei novizi citati precedentemente. Anche fosse, questo sarebbe un preciso esempio di ciò che significa educare i nostri ragazzi, rendendo questa storia degna di nota.

Iniziamo. Parliamo di Ethan, un assiduo giocatore di Overwatch, che due settimane fa posta su Reddit questa sua GIF contenente una Play of the Game decisamente skillata con Reinhardt. “I run Overwatch on a potato so it’s hard to get a good potg, but when I do it is satisfying”, questo il commento di Ethan.

 E quando parla di patata non lo fa per scherzo come la maggior parte di noi, vedere per credere:

community Blizzard

Dopo qualche ora, riaprendo la discussione, nota che iniziano ad arrivare i primi commenti. “What GPU do you have? I have an EVGA 660 I could send you” scrive un utente.   Quando Ethan risponde che il suo alimentatore non avrebbe sopportato una scheda video moderna, un altro utente si infila offrendogliene uno. E una scheda video. E un processore.
“Onestamente non mi sarei mai aspettato una cosa del genere ed è fantastico. Avere una community che, senza conoscerti, ti aiuta in questo modo è…veramente carino.”

Alla fine, l’unica spesa che Ethan dovrà sostenere sarà l’acquisto di Windows 10. “Sono senza parole: se tutto questo funzionerà e riuscirò ad avere il nuovo PC, probabilmente scoppierò a piangere”. Tutto questo grazie alla community Blizzard (o, se vogliamo, di Overwatch).

Concludendo, lo stesso Ethan ci da una grande lezione di vita. “Onestamente, non credo importi quanto il tuo computer sia buono: quello che conta è con quanta dedizione intendi giocare.” Ricordatevelo sempre: la sostanza viene prima dell’apparenza.

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