A meno di due settimane dal lancio ufficiale di Monster Hunter: World su console, il produttore del gioco, Ryozo Tsujimoto, ci ha tenuto a ribadire che le loot boxes e le microtransazioni sono incompatibili con la filosofia adottata da Capcom. Non è la prima volta che se ne parla, ma Tsujimoto questa volta è sceso nei dettagli che hanno motivato la decisione.

In un’intervista con Trusted Reviews, Tsujimoto ha spiegato che la chiave per il funzionamento di un gioco cooperativo come Monster Hunter: World è l’armonia fra compagni di squadra, in quanto alcuni avrebbero nel proprio inventario oggetti che non si sono meritati sul campo, dando la caccia ai mostri. Tsujimoto non esita a definirlo pay to win, e ritiene che potrebbe creare delle frizioni. Non è chiaro se siano totalmente escluse anche microtransazioni cosmetiche o comunque prive d’impatto sul gameplay.

Ma per quanto riguarda la difficoltà, Tsujimoto è chiarissimo – l’obiettivo di Monster Hunter: World è incoraggiare il giocatore a risolvere i problemi tattici con l’arguzia e la bravura. Il produttore definisce il superamento degli ostacoli posti dal gameplay come “una grande emozione” che non merita di essere rovinata offrendo una scorciatoia in cambio di denaro. L’intervista è consultabile qui.

Monster Hunter: World uscirà il 26 gennaio 2018 per Xbox One e PS4, mentre il lancio per PC arriverà con un ritardo di ben sette mesi.

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