Ho avuto modo di provare nell’ultimo periodo Empires Apart, il nuovo RTS dell’italianissimo studio DESTINYBit e devo dire che sono molto combattuto nello scrivere questo articolo.

Chi mastica bene il genere, non potrà non paragonare Empires Apart al ben più famoso Age of Empires, ma è una colpa cercare di “imitare” il migliore sulla piazza?

D’altronde, gli RTS non brillano per originalità: raccogliere risorse, preparare la propria base, costruire unità e andare alla conquista della base avversaria,rappresentano i fondamenti della maggior parte di essi.

In Empires Apart è possibile gestire la crescita della propria civiltà su due rami ben distinti, quello economico e quello militare, ed esplorare queste diramazioni ci permette di accedere a nuove unità, edifici e tecnologie.

Le mappe sono a costruzione randomica e ad inizio partita abbiamo anche la possibilità  di decidere quale eroe usare. La scelta ricade su due tipologie: l’eroe “Warrior” che ovviamente fornisce un grosso boost al combattimento, oppure il “Ruler” che ci aiuta nell’espansione e costruzione della nostra civiltà, ma fornisce poco supporto sul campo da battaglia.

Grande merito dei ragazzi di DESTINYbit è quello di aver creato diverse civiltà che permettono di impostare la partita in maniera differente l’una dall’altra. Tutte le unità in una fazione sono uniche, il che consente ai giocatori di scegliere la civiltà che meglio si adatta al proprio stile di gioco.

Se volete, per esempio, dedicarvi ad un gioco molto aggressivo la scelta può ricadere sugli Aztechi, oppure se volete provare qualcosa di veramente particolare potete giocare con i Mongoli che hanno la peculiarità di poter “smontare” tutti i loro edifici e trasformarli in unità speciali, per poi ricostruirli dove meglio li aggrada.

Se da un lato tutta questa varietà è sicuramente un punto a favore di Empires Apart, dall’altra bisogna sempre considerare il fattore bilanciamento e, vista la natura del titolo palesemente destinata al multiplayer, non è un fattore da trascurare.

Le modalità di gioco sono svariate, ma la gran parte è dedicata al multiplayer, anche se bisogna segnalare le sfide create per ogni civiltà (6 per ognuna) che rappresentano forse il meglio di quello che il single player ha da offrire, anche se una delle modalità più interessanti e divertenti da giocare è quella “Survival“: il giocatore deve raccogliere risorse e preparare le difese durante il giorno e resistere ad orde di nemici durante la notte.

Oltre a non avere una modalità “campagna”, quello che non funziona proprio nella modalità Single Player è l’intelligenza artificiale dei nostri nemici (e a volte anche delle nostre unità) che mina la godibilità del gioco, in caso non ci si voglia buttare nel “cattivissimo” mondo delle ranked o skirmish online.

Ed è proprio su questo punto che nasce il mio dissidio interiore: se da una parte Empires Apart rappresenta un buon prodotto per il multiplayer, la quasi completa assenza di una vera e propria modalità single player rappresenta un grosso problema, almeno per i miei gusti personali.

Da un punto di vista tecnico la scelta di DESTINYbit è ben precisa: usare una grafica essenziale ma funzionale per permettere a quanti più giocatori di poter far girare in maniera fluida Empires Apart sui loro sistemi, e ritengo che la scelta vada premiata. Il gioco non mostra problemi anche su un sistema datato come quello su cui l’ho provato sia in modalità finestra che full screen.

In conclusione posso dire che se amate gli RTS e avete uno spirito competitivo molto sviluppato, Empires Apart può regalarvi molte soddisfazioni, anche se con il tempo credo che dovranno esserci interventi sul bilanciamento tra le civiltà utilizzabili.

Se invece siete amanti delle modalità Single Player in questo genere mi dispiace dovervi assolutamente sconsigliare questo titolo.

 

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