Allo stand Square Enix era presente Shadow of The Tomb Raider, climax della nuova trilogia della celebre saga. L’archeologa più amata di sempre è pronta a tornare, e stavolta è più matura che mai, provata dalle decisioni che ha dovuto prendere e dalle conseguenze delle sue azioni. In fiera abbiamo avuto modo di assistere ad un nuovo gameplay, tratto da una delle fasi finali del titolo, potendo così apprezzare tutti i miglioramenti introdotti nella saga.

Tanto per cominciare, il gioco è un vero piacere per gli occhi: la giungla ci avvolge, rigogliosa ed inquietante. Il fogliame è estremamente realistico, così come luci ed ombre, soprattutto grazie alla nuova tecnologia di NVIDIA RTX che consente una cura dei dettagli incredibile. Potersi spostare e mimetizzare tra gli alberi è uno degli elementi focali del gioco, e Lara può persino ricoprirsi di fango per passare inosservata. L’alta definizione e il frame rate rendono il tutto ancora più piacevole e fluido, e nei combattimenti ciò fa davvero la differenza.

Il gameplay ha subito miglioramenti all’altezza della parte visiva: a fine gioco possediamo tutte le abilità, tra cui FOCUS per poter mirare meglio e PERCEPTION per visualizzare tutte le risorse utili nei nostri dintorni. Nonostante le nostre capacità siano aumentate, il livello di sfida è dannatamente alto. I nemici sono più intelligenti e aggressivi che mai, ed anche gli ostacoli ambientali non sono da meno. Nel nuovo gameplay dobbiamo prima affrontare forze elite, decisamente più ostiche della media, ed in seguito confrontarci con l’eruzione di un vulcano, tentando di evitare di essere travolti da una valanga di fango. Quest’ultima sezione è particolarmente complessa, poiché richiede riflessi non indifferenti per saltare ed aggrapparsi ai supporti.

Dopo aver assistito alle novità, è toccato a noi provarle con mano, cimentandoci con una sezione puzzle in un tempio. Anche in questo caso non è stata certo una passeggiata: comprendere come risolvere il quadro e proseguire non era affatto facile, tra palizzate piene di spuntoni e fiamme danzanti. La complessità degli enigmi è aumentata al pari di quella delle sezioni action.

Il primo impatto con il nuovo titolo è senza dubbio positivo e lascia l’idea che sia il Tomb Raider più difficile di sempre, complice la possibilità di scegliere l’effettivo livello di sfida all’inizio del gioco, consentendo così a chi non se la sente di rischiare di giocare a facile.  Abbiamo parlato di questo, e tanto altro, con il Game Director ed il producer di Shadow of The Tomb Raider, e tra pochi giorni potrete leggere la nostra intervista.

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