Con questo pezzo diamo il via ad una sezione di PDVG dedicata al mondo dei Card Game digitali, in particolar modo concentrato sul mondo di MTG: Arena (e dintorni) e, se l’Activision/Blizzard non lo affossano del tutto, Hearthstone.

Nel fine settimana del 23 e 24 Febbraio  si è svolto il Mythic Championship in quel di Cleveland, Ohio. Il Mythic Championship è parte del circuito che dal 2019 andrà a sostituire quello che un tempo era il circuito Pro Tour. Il cambio è stato necessario dopo l’avvento di MTG: Arena, che ha portato alla rivoluzione digitale il gioco di carte più famoso di tutti i tempi.

Il pool di premi complessivi di questo circuito è di 10 milioni di dollari, che verrà ugualmente diviso tra tornei ad invito “fisici” e “digitali”.

A seguire una breve analisi del metagame dei primi due giorni e della top8 finale del torneo di Cleveland.

Day One

Esattamente come ci si aspettava a fare da padrone del torneo abbiamo Sultai Midrange e mazzi a base Nexus of Fate (ringranziamo la Wizard che l’ha bannato dal formato BO1), con oltre 1/3 del field occupato da questi due archetipi.

A seguire abbiamo un gran numero di mazzi aggro e aggrocontrol (WW e Mono U) e a seguire tutto il resto con percentuali inferiori al 10% di presenza. Tra gli “altri” vorrei segnalare quei 7 Izzet Phoenix su 499 e vi vado a spiegare brevemente il perché.

Day Two

Izzet Phoenix è stato l’unico archetipo presente la cui percentuale di raggiungimento del Day Two è stato del 100%, ossia tutti e 7 i giocatori che hanno deciso di puntare su questo mazzo hanno superato il cut-off della prima giornata.

E’ anche vero che con numeri così esigui potrebbe non essere indicativo questo risultato, ma personalmente credo che giocatori più capaci hanno deciso di prendere in mano un archetipo che al momento può essere considerato quasi alla stregua di un “rogue” deck .

Tra i big del day one, i mazzi con la miglior percentuale risultano essere quelli a base Nexus of Fate (confermando quale impatto abbia questa carta sul metagame), mentre come previsto Izzet Drakes ha dimostrato la sua incosistenza (il classico mazzo vorrei ma non posso), non arrivando neanche al 50% di passaggio di giornata.

Top 8

Veniamo finalmente al cuore dell’analisi, ossia lo studio dei mazzi che hanno raggiunto la fatidica top 8 di questo Mythic Championship.

MonoU Tempo - Autumn Burchett - Winner

. (15)
Essence Capture (RNA) 37
Negate (RIX) 44
Entrancing Melody (XLN) 55
Island (XLN) 265
Disdainful Stroke (GRN) 37
Surge Mare (M19) 77
Deep Freeze (DAR) 50
Jace, Cunning Castaway (XLN) 60

Mono U è stata la grande sorpresa di questo Mythic Championship, con ben 3 mazzi piazzati nella top8, tra cui il vincitore.

La strategia di questo mazzo è molto semplice, ma non per questo facile da mettere in pratica: mettere in gioco una creatura con abilità evasiva il prima possibile, incantarla con Curious Obsessionin maniera tale da avere un draw-engine attivo fin dal turno 2 per mantenere vantaggio carte necessario per proteggere la creatura incantata.

Non appena poi è possibile calare Tempest Djinn con adeguata protezione, che sia Dive Down, Siren Stormtamer o un qualsiasi counter, si cerca di chiudere la partita con un finisher veramente fuori scala, visto che per soli 3 mana abbiamo solitamente un 3/4 volante che tende a crescere nei turni che seguono.

Quando il gameplan va come illustrato, il mazzo è una macchina, ma già quando si salta il drop a 1 o peggio ancora Curious Obsession, le cose si fanno più complicate. Ed è in questi frangenti che le maggiori abilità del giocatore di Mono U Tempo esperto vengono fuori.

Sapere quando mulligare (l’arte più difficile da imparare nel mondo di Magic, a mio avviso), sapere quando forzare una giocata anche senza la protezione o comunque anche saper gestire la race in modalità aggro, rendono Mono U un mazzo che richiede una profonda conoscenza di tutto il metagame, visto che l’essere monocolore porta anche a delle mancanze strutturali per gestire particolare minacce che l’avversario può mettere in campo (una su tutte, la totale mancanza tra main deck e side di qualcosa per gestire incantesimi o artefatti, con l’unica speranza di counterizzarli prima che entrino in gioco).

Gli altri due mazzi Mono U che hanno raggiunto la top8 (Reid Duke e Julien Berteaux) differiscono veramente per poche scelte, soprattutto per quanto riguarda la sideboard, dove vediamo sempre la presenza di un gran numero di Negate, proprio per contrastare quelle minacce di cui parlavamo prima, ma anche Entracing Melody, una delle migliori soluzioni contro Hydroid Krasis o Wildgrowth Walker, carte che troviamo in 4x nei mazzi Sultai Midrange che erano stradominanti nel metagame.

Se poi qualcuno mi spiega l’utilità di una monocopia di Jace, Cunning Castaway potrebbe risolvermi uno dei miei più grandi interrogativi dai tempi delle tre conchiglie di Demolition Man.

Esper Control - Yoshihiko Ikawa - Runner Up

. (15)
Moment of Craving (RIX) 79
Negate (RIX) 44
The Eldest Reborn (DAR) 90
Thief of Sanity (GRN) 205
Hostage Taker (XLN) 223
Lyra Dawnbringer (DAR) 26
Duress (XLN) 105
Kaya, Orzhov Usurper (RNA) 186

Da giocatore di controllo questo è ovviamente il mio mazzo preferito del formato e del torneo. Un bel controllone che ha potenzialmente risposte a qualsiasi minaccia gli venga posta davanti.

Da notare come nel maindeck di questo mazzo, rispetto alle versioni che si potevano vedere fino a qualche settimana fa, facciano la comparsa carte come Cry of the Carnarium e una monocopia di Karn, Scion of Urza.

La prima è necessaria in molti matchup, a volte come semplice wipe di massa (pensiamo a WW o Boros, ma anche lo stesso Mono U), ma spesso anche per l’effetto secondario, ossia quello di esiliare le creature che vengono uccise in quel turno tramite questa carta. Questo permette al giocatore di Esper di non doversi preoccupare in maniera eccessiva della recursion dal cimitero tramite carte come Find//Finality, altra carta che rende Sultai Midrange un mazzo molto fastidioso da affrontare.

Le scelte più interessanti di questo Esper Control le abbiamo però nella sideboard dove troviamo alcune delle mie carte preferite del formato. In primis Thief of Insanity, una vera e propria bomba se non affrontata appena tocca terra. Solitamente i mazzi che giocano contro Esper Control tendono a sidare out i removal per le creature, visto che sono fondamentalmente inutili nel game 1. A quel punto il giocatore di Esper Control può optare per un piano alternativo, ossia calare a turno 3 un Thief of Insanity e andare a vincere la partita semplicemente proteggendolo, sfruttando beceramente le risorse dell’avversario.

Una carta come Lyra Dawnbringer è sicuramente orientata ad un metagame dominato da RDW, dove l’abilità Lifelink può cambiare il corso della partita. Forse la lettura del metagame non è stata perfetta e da questo punto di vista, se nella sideboard di questo Esper Control avessimo avuto altre due copie di Moment Craving al posto della leggendaria bianca, forse oggi avremmo avuto il buon Ikawa come vincitore del Mythic Championship di Cleveland (troppo lenta Lyra contro Mono U).

L’ultima carta su cui vorrei porre l’attenzione è Kaya, Orzhov Usurper. Questo Planeswalker ha iniziato a fare la sua comparsa, dopo questo torneo, nel maindeck di moltissimi Esper Control che ho incontrato nella mia strada verso il rank Mythic (per ora mi sono bloccato sempre a Diamond 2). Anche lei, come Cry of the Carnarium è una carta utilizzata soprattutto per bloccare la recursion con il cimitero di alcuni mazzi, ma allo stesso tempo è una carta che ci permette anche di salire di punti vita contro mazzi più aggressivi, di gestire le minacce del Mono U che sono tutte a costo 1 a parte il Tempest Djinn ed in ultima battuta fungere anche da finisher con il suo effetto -5 (anche se raramente giocando Esper Control ho vinto una partita in questa maniera, solitamente gli avversari concedono prima).

Izzet Phoenix - Luis Scott-Vargas - Top4

. (15)
Beacon Bolt (GRN) 154
Ral, Izzet Viceroy (GRN) 195
Entrancing Melody (XLN) 55
Sorcerous Spyglass (XLN) 248
Niv-Mizzet, Parun (GRN) 192
Spell Pierce (XLN) 81
Murmuring Mystic (GRN) 45
Shivan Fire (DAR) 142
Negate (RIX) 44
Disdainful Stroke (GRN) 37

Ed eccolo qui, uno dei Magnifici Sette di inizio torneo, che ha raggiunto la top 4. Izzet Phoenix è un archetipo molto vecchio del formato che, a parte la singola copia di Blood Crypt, con la remota possibilità di utilizzare l’effetto della split Discovery//Dispersal, non utilizza alcuna carta da Ravnica Allegiance.

Per chi gioca Izzet Drakes, vede benissimo che la base dei due mazzi è molto simile, con la differenza che mentre Drakes una volta fermate le prime minacce tende a finire la benzina, Phoenix ha la possibilità, a partita avanzata, di risultare ancora pericoloso con la ricorsione delle fenici.

Ho provato il mazzo diverse volte, ma credo che il gioco semplicemente mi odi: solitamente le mie fenici, pur avendo giocato metà mazzo, rimangono sepolte nelle 30 carte che mi rimangono a fine partita, quando l’avversario ormai ha la vittoria in pugno.

A parte le sfighe personali, notiamo che Izzet Phoenix, forse più di Sultai Midrange, ha sofferto la comparsa di Cry of the Carnarium e Kaya, Orzhov Usurper che devastano il mazzo da sole.

D’altronde un mazzo che non si aggiorna all’ultima espansione uscita, rischia proprio di vedere questi blocchi insormontabili da affrontare e di certo non bastano le due copie di Niv-Mizzet, Parun o la monocopia di Murmuring Mystic a fare paura ad un mazzo che può attingere a carte come quelle indicate prima.

Tra le carte da segnalare nella sideboard di questo mazzo sicuramente c’è Sorcerous Spyglass, uno delle carte più efficaci contro i Planeswalker in circolazione. Oltre a darci l’idea di cosa possa fare l’avversario nei turni a venire, ci permette di bloccare gli effetti di Teferi e compagni e solitamente, i mazzi che abusano dei Planeswalker, hanno poche soluzioni contro gli artefatti. Il fatto di essere un artefatto lo rende particolarmente appetibile per tutti i mazzi e quindi potrebbe avere il ruolo che Null Rod ha avuto per tanti anni nel metagame del Vintage.

RDW - Alex Majlaton - TOP 8

. (15)
Goblin Chainwhirler (DAR) 129
Lava Coil (GRN) 108
Cindervines (RNA) 161
Collision // Colossus (RNA) 223
Treasure Map (XLN) 250
Dire Fleet Daredevil (RIX) 99

Partiamo dal presupposto che online questo mazzo viene indicato nel report del torneo come un Gruul Aggro, ma è palese che si tratti semplicemente di un RDW con splash verde per una particolare carta: Cindervines.

Questa carta, calata a turno due, può essere uno dei più grossi threat mai visti per i mazzi a base Nexus of Fate (che solitamente non hanno grossi removal di main deck se non qualche bouncer) ed in generale per tutti i mazzi di controllo.

Sempre rifacendoci al mondo del Vintage (da cui provengo) possiamo vedere una certa somiglianza con Pyrostatic Pillar, carta che da giocatore combo temevo più di ogni altra cosa.

A parte quello la scelta del maindeck è molto “standard”, con ovviamente una manabase modificata a dovere per reggere le carte con splash verde dalla side e la scelta di giocare ben 4 copie di Experimental Frenzy, carta che quando tocca terra solitamente ci permette di recuperare partite ormai perse, anche se trovo che 4 copie siano un po’ pesanti.

A parte la già citata Cindervines, in sideboard di questo RDW notiamo la monocopia di Dire Fleet Daredevil, carta che personalmente adoro e che potrebbe anche trovare spazio nel main di qualche RDW in futuro (di certo in 4x e non in singola copia).

Avendo avuto accesso al verde, lo si sfrutta anche per giocare Collision//Colossus, ottima carta per gestire i volanti come Pteramander, i vari Drakes, Niv-Mizzet, Parun, Nicol Bolas, the Ravager, Doom Whisper e Hydroid Krasis.

Azorious Aggro - Marcio Carvalho - TOP 8

. (15)
Baffling End (RIX) 1
Ajani, Adversary of Tyrants (M19) 3
Disdainful Stroke (GRN) 37
Tocatli Honor Guard (XLN) 42
Island (XLN) 265
Spell Pierce (XLN) 81
Negate (RIX) 44
Unbreakable Formation (RNA) 29

Questo è uno dei pochi mazzi che non ho avuto modo di provare, visto che mi mancano ancora troppe carte per montarlo. Come per RDW con splash verde, anche qui abbiamo un classico WW che aggiusta la manabase con delle doppie terre blu per avere accesso a poche carte della sideboard, ossia la bellezza di 5 counter, per contrastare carte che possano vincere le partite da sole contro questo archetipo, come un mass wipe o un mazzo a base Nexus of Fate che inizia a mettere in coda turni su turni. 

La Tocatli Honor Guard viene usata princinpalmente contro Sultai Midrange, visto che quasi tutte le sue creature hanno un effetto che triggera quando entrano in gioco, mentre Unbreakable Formation è il classico trick dei mazzi WW e derivati che può avere il duplice compito di chiudere un turno prima la partita od evitare un wipe di massa.

Ora, non avendolo testato come si deve probabilmente mi sbaglio, ma è possibile che non si sia trovato uno spazio per una carta come Dovin, Grand Arbiter? Probabilmente è troppo lenta per il metagame, ma l’ultimate è veramente una bomba.

Nexus Simic - Micheal Blonde - TOP 8

. (15)
Hydroid Krasis (RNA) 183
Atzocan Archer (XLN) 176
Biogenic Ooze (RNA) 122
Crushing Canopy (XLN) 183
Druid of the Cowl (M19) 177
Incubation Druid (RNA) 131
Negate (RIX) 44
Nezahal, Primal Tide (RIX) 45

Ecco l’unico mazzo a base Nexus arrivato nella top8. Con un mazzo molto simile ci ho scalato la ladder BO1 prima del ban di Nexus of Fate, solo che usavo Devious Cover-Up come counter per fare recursion di Root Snare e altre utility nel caso fosse necessario.

Anche qui scelte di sideboard molto peculiari tipo Atzocan Archer, utili per poter bloccare un early Thief of Insanity e comunque avere un blocker a costituzione 4 contro RDW (per evitare i suoi bolt che fanno 3 danni), che ci permette di fare anche un bel 2×1 con le creature a costituzione 1 sia di RDW che di WW.

Invece bellissima la Biogenic Ooze, che sposa alla grande la filosofia della recursion di turni che caratterizza il mazzo, forse idea abbastanza interessante da trovare un paio di slot di main per sfruttarla a dovere.

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