Piazza pulita

In una città impegnata nella lotta alla malavita, un team specializzato è chiamato ad occuparsi delle gang criminali, col compito di eliminarle in prima persona agevolando l’operato degli organi ufficiali. Queste le semplici premesse di Rico, l’indie sviluppato da Ground Shatter disponibile dal 12 Marzo 2019 su Ps4, XboxOne, PC e Nintendo Switch.

Il titolo è uno shooter in prima persona incentrato sulla cooperativa, online o locale. Avviato il gioco, dopo una breve introduzione ci ritroviamo davanti la schermata principale, dalla quale possiamo scegliere se avviare una partita in singolo o unirci ad un match online, oltre la possibilità di giocare in locale con un amico. Tre le modalità principali:Operazione Rapida, Partita Giornaliera e Caso. La prima è suddivisa a sua volta in un’operazione randomica, nell’addestramento e nella modalità Lockdown, in cui dobbiamo resistere ad ondate infinite di nemici. Nella seconda, invece, abbiamo a disposizione un equipaggiamento casuale con cui dovremo completare un determinato livello.

Rico

La modalità Caso è invece quella principale, articolata in differenti (si fa per dire) stage da completare sino ad arrivare al boss finale; quasi sempre dovremo ripulire gli edifici dai nemici, raccogliere prove e svolgere altre attività secondarie come disinnescare bombe e distruggere elementi dello scenario, che tuttavia si risolvono semplicemente nel tenere premuto un tasto o nello sparare qualche colpo. Prima di ogni operazione possiamo scegliere l’equipaggiamento da utilizzare; questo è articolato in arma principale, tattica e granata. Completando livelli, acquisiremo “meriti” da poter usare per sbloccare nuovo arsenale; tuttavia nel complesso esso si rivela davvero povero:solo una dozzina di armi divise in pistole, mitragliette, fucili a pompa e automatici. Giocando, è possibile poi accumulare denaro da poter spendere per la personalizzazione estetica dell’armamentario.

Rico

Signora, suo figlio non è intelligente..

Passiamo ora ad analizzare effettivamente le caratteristiche e la giocabilità del titolo. Realizzato con la tecnica del cel-shading sulla falsariga di Borderlands, Rico si presenta come un classico FPS: i controlli infatti sono gli stessi di tutti i giochi del genere e, come di consueto, è possibile accovacciarsi o effettuare una scivolata mentre si corre. Nonostante siano generati proceduralmente, i livelli risultano eccessivamente ripetitivi, spogli e davvero poco ispirati. L’intelligenza artificiale dei nemici è davvero poco presente, ed appiattisce del tutto (o quasi) il livello di sfida.

Rico

I modelli dei personaggi, inclusi quelli tra cui possiamo scegliere, danno l’idea di essere realizzati approssimativamente e senza impegno, finendo addirittura per confondersi  durante le fasi di azione con quelli dei nemici da abbattere. Non esiste davvero una varietà nelle missioni: ogni stage finisce per assomigliare in maniera imbarazzante a quello precedente, rendendo davvero poco sensata la possibilità di farci scegliere tra livelli differenti.

..e non si applica nemmeno

Fare fuori orde di nemici non regala la minima soddisfazione, dal momento che essi cadono semplicemente a terra senza alcun tipo di animazione, come manichini. Ogni personaggio che usiamo può essere potenziato con delle specifiche caratteristiche, sbloccabili ottenendo esperienza. Peccato però che l’eccessiva ripetitività ed anonimità del gioco rendano l’avanzare di livello e il progredire nelle missioni estremamente noioso, togliendo senso anche a questa possibilità di personalizzazione. Davvero frustrante inoltre che in caso di game over sia necessario ripetere tutti i livelli affrontati in precedenza, compresa la fase iniziale di addestramento. Una scelta di cui tutt’ora fatico a trovare il senso.

Rico

Il titolo, poi, mostra i fianchi anche nella modalità principale per cui è stato pensato, la cooperativa. Giocare insieme ad altri, che siano sconosciuti o amici, dona infatti qualche momento divertente per una o due partite ma nulla di più, prima che la noia cominci a farsi sentire in maniera predominante.

Un’occasione sprecata

Insomma i contenuti che offre Rico, e soprattutto il modo in cui li offre, non giustificano minimamente il prezzo di ben 19,99 euro: se proprio volete mettere le mani su Rico, il consiglio è quello di aspettare un eventuale calo di prezzo, dal momento che alle condizioni attuali chiunque farebbe meglio a rivolgersi altrove.

 

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