Sono tempi difficili per tutti e di certo Electronic Arts non è esente dalle difficoltà in cui il settore videoludico sta versando, basti pensare anche ai recenti tagli di Activision, altro colosso che non se la passa bene.

350 licenziati su 9000, circa il 4% della forza lavoro totale, segno di evidenti difficoltà di Electronic Arts, sopratttutto dal punto di vista economico. Da notare che i tagli sono stati effettuati solo in settori collaterali dell’attività, visto che non sono stati toccati gli sviluppatori.

A spiegare il motivo del taglio di questi 350 posti di lavoro ci pensa Kotaku, che è riuscita a mettere le mani su una circolare interna di Electronic Arts di Andrew Wilson:

“Abbiamo una visione di essere la più grande compagnia di giochi al mondo, ma se siamo onesti con noi stessi, al momento non lo siamo. Dobbiamo lavorare con i nostri giochi, con le nostre relazioni con il giocatore e il nostro business. All’interno della compagnia, i team stanno già intraprendendo azioni per assicurarsi di star creando giochi e servizi live di altissima qualità, raggiungere più piattaforme con i nostri contenuti e sottoscrizioni, migliorare il nostro engine Frostbite, concentraci sulla nostre priorità di rete e cloud gaming, e chiudere i gap tra noi e le comunità dei nostri giocatori”.

In realtà pare che questi tagli fossero nell’aria da molto tempo e la cosa peggiore che sono avvenuti solo dopo la GCD 2019, che sarebbe stato il luogo ideale per i lavoratori tagliati di presentare i propri CV ad altre compagnie.

Se consideriamo anche tutte le critiche che Anthem sta portando ad Electronic Arts in questo periodo, possiamo tranquillamente affermare che non è di certo il loro momento migliore.

 

 

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