A distanza di 5 anni dall’ultimo capitolo, dopo varie vicissitudini e rinvii dell’ultimo minuto, Tropico 6 è in dirittura d’arrivo sui nostri PC dal 29 marzo, mentre una versione per console è prevista per questa estate.

Dietro le quinte non abbiamo più la Haemimont Games, che ha curato il gioco dal terzo al quinto capitolo, ma la Limbic Entertainment, conosciuta soprattutto per il lavoro svolto su Might & Magic, cambio probabilmente necessario per portare una ventata di novità alla serie.

HASTA LA REVOLUCION, SIEMPRE

In un’era videoludica dove i titoli action la fanno da padrone, poter mettere le mani su un gestionale “old style” è un’occasione sempre più rara. Per questo motivo mi sento di mettere in allerta i neofiti del genere, o anche chi come me è un po’ arrugginito, riguardo il fatto che Tropico 6 non è un titolo per niente semplice da padroneggiare.

Per fortuna una ampia sezione di tutorial viene in nostro soccorso. A dire il vero la parola ampia non rende bene l’idea: le varie missioni di “addestramento” durano quasi 2 ore, ma fidatevi che è tempo speso veramente bene, visto che Tropico 6 presenta al suo interno una quantità pressoché infinita di menù e sottomenù. Per chi ha già giocato a Tropico 5 in passato, balzano subito all’occhio fin da queste missioni di tutorial, alcune modifiche importanti al gameplay.

La prima, abbastanza palese, è l’ampliamento della mappa, visto che dalla semplice isola si passa alla gestione di un arcipelago. In questa maniera il giocatore deve prestare molta attenzione alla gestione delle infrastrutture di trasporto come porti e ponti. La seconda è invece un po’ meno evidente, ma altrettanto rilevante: come già accadeva in passato, ogni abitante è simulato in maniera realistica e per questo motivo ha bisogno di avere accesso a tutte le strutture del gioco tramite la rete di trasporti. A differenza però di quanto avveniva prima, dove le strutture funzionavano in maniera continua una volta che i lavoratori venivano collocati, in Tropico 6 queste si attivano solo quando il lavoratore è in loco, visto che questi entrano ed escono dagli edifici a cui sono assegnati come se seguissero un normale orario di lavoro. Tra la struttura della mappa ad arcipelago e questo livello di simulazione avanzato, diventa chiaro come uno dei compiti principali del giocatore sia quello di costruire una rete di trasporti efficace, efficiente e con tempi di percorrenza più brevi possibili. Senza considerare che dovete anche pensare a tutte le classi sociali della vostra popolazione:solo i più ricchi potranno permettersi un auto per viaggiare sui ponti, motivo per il quale dovrete ricorrere alla creazione di linee di bus, ad editti che diano incentivi per l’acquisto delle auto o utilizzare traghetti con rotte veloci.

Come potete notare, non abbiamo iniziato a parlare minimamente di commercio, politica o pirati, e Tropico 6 offre già tantissime scelte e possibilità. Ovviamente per il giocatore alle prime armi tutte queste informazioni sono semplicemente soverchianti, ma anche per qualcuno di più esperto le opzioni a disposizione sono così tante da potersi sentire smarriti in un primo momento.

Una volta superato un certo sconforto iniziale devo ammettere che ho iniziato ad apprezzare la complessità e la profondità di Tropico 6: ogni elemento del gioco non è mai fine a sé stesso, ma fa sempre parte di qualcosa di più grande. Costruire una cappella piuttosto che una prigione modifica in maniera sostanziale quello che il popolo pensa del proprio leader, ma anche un singolo edificio presenta al suo interno opzioni tali da renderlo utilizzabile in vari modi. Ad esempi,o si può sfruttare una miniera d’oro in maniera normale per estrarre il metallo ed esportarlo per ingrassare le casse statali oppure settare la produzione in modalità segreta e dirottare i ricavi della vendita su fantomatici conti svizzeri personali che possiamo usare per finanziare azioni non proprio lecite. D’altronde un politico deve sapere pur sporcarsi le mani quando serve.

Tropico 6 Fraws
Questa me l’ha passata Fraws da una delle sue partite. Lui sa benissimo come sporcarsi le mani…

A differenza di tanti altri titoli gestionali dove il giocatore è facilitato dalla presenza di richieste da parte della popolazione, in Tropico 6 non sempre è possibile, o consigliabile, accettare e soddisfare la volontà di tutti. Questo è dovuto al fatto che all’interno della popolazione sono presenti diverse fazioni, ognuna delle quali fa richieste spesso in contrasto con quelle dell’altra parte. Ad esempio, i militaristi vorrebbero le strade sicure con le Torri di Guardia ad ogni angolo, ma questi edifici limitano la libertà individuale, andandosi a scontrare con il credo e la volontà della fazione rivoluzionaria. Se in un primo momento risulta abbastanza semplice cedere ed accontentare tutti, arriva un punto del gioco in cui la cosa diventa impossibile o quanto meno controproducente sia politicamente che economicamente. Per questo il giocatore deve capire fin da subito che strategia vuole adottare e cercare di mantenere le sue posizioni quanto più vicine alla fazione che più si accosta agli obiettivi che ci prefissiamo. 

Dal punto di vista dell’interfaccia, Tropico 6, pur avendo a sua disposizione miriadi di finestre e sottomenù è abbastanza intuitivo. Se proprio devo indicare un difetto è di aver riscontrato, ma forse non ho saputo trovarla io in questo marasma, la mancanza di una tabella riassuntiva delle produzioni e dei prodotto in stock nelle nostre isole, in maniera tale da poter gestire al meglio l’import/export nel menù dedicato al commercio.  Una volta terminato il tutorial, il gioco ci offre due modalità di gioco: Sandbox e Missioni. Nella modalità Sandbox abbiamo il pieno controllo nella creazione del mondo di gioco, dalla forma e dimensioni dell’arcipelago fino al determinare le condizioni di vittoria alternative. La modalità Multiplayer di Tropico 6 permette di giocare fino a 4 giocatori su una mappa costruita in maniera del tutto uguale alla modalità Sandbox, ma purtroppo non ho avuto la possibilità di provarla visto che le Lobby di gioco risultavano ancora sempre vuote.

Tropico 6 Sandbox
Il menù creazione del mondo in modalità Sandbox ha tante opzioni con cui sbizzarrirsi.

Ma il vero cuore di Tropico 6 rimangono a mio avviso le Missioni. Al momento sono disponibili 15 missioni, che vengono sbloccate mano a mano che si completano quelle precedenti. In questa modalità gli sviluppatori si sono veramente divertiti nel metterci alla prova con alcuni scenari veramente fuori di testa, come quello di rendere Tropico la nazione più “comunista” di sempre o quello, dove per mancanza di risorse naturali, dobbiamo fare affidamento solo sulla nostra forza piratesca, una delle novità più interessanti di Tropico 6. Infatti, grazie alla costruzione del Covo dei Pirati, come dei novelli regnanti inglesi o francesi del 1700, abbiamo a nostra disposizione una flotta privata che permette di compiere azioni poco “pulite” come il contrabbando, la razzia di materiali, opere di scafismo da far invidia alle rotte libiche odierne o addirittura il furto di Meraviglie, costruzioni che offrono bonus unici una volta costruite.

Tropico 6 Pirati
A Salveenee non piace questo elemento! I PORTI SONO CHIUSI!

Il grande pregio delle Missioni è quello di costringere il giocatore a pensare e giocare fuori dagli schemi classici di qualsiasi altro gestionale. Immagino che alcuni giocatori possano interpretare questa scelta degli sviluppatori come un punto negativo, ma provenendo da anni di serietà e logicità di titoli come Civilization, devo ammettere che mettermi alla prova con alcune missioni di Tropico 6 mi ha stimolato e divertito in maniera del tutto inaspettata.

LUNGA VITA A “EL PRESIDENTE”

Dietro i toni leggeri, quasi esilaranti dati dal “El Presidente” ed il suo secondo in carica “Penultimo”, si nasconde quello che reputo il Dark Souls dei gestionali. Affermazione pericolosa, abusata e forse un po’ esagerata, ma ragionandoci non penso sia del tutto errata in questo caso. Infatti, come nel titolo di FromSofwtare, Tropico 6 punisce gli errori del giocatore in maniera abbastanza decisa e spesso, per cercare di rimettere in piedi una partita iniziata male, si entra in un vortice di scelte sbagliate che portano inesorabilmente alla sconfitta, o peggio ancora, alla non rielezione

Senza troppi giri di parole non reputo Tropico 6 un titolo adatto ai neofiti del genere, ma per gli appassionati di gestionali rappresenta sicuramente un ottimo acquisto, grazie alla sua complessità e profondità, ma soprattutto al grado di sfida fornito da alcune sue missioni, sperando che con il tempo Kalypso Media e gli sviluppatori della Limbic Entertainment continuino a supportare il gioco. Piccolo bonus: la colonna sonora, se adorate i ritmi latino americani, è veramente una bomba!

Vi segnaliamo infine la futura disponibilità di un’edizione limitata davvero sfiziosa: la El Prez Edition. Questa piccola gemma include quattro cartoline dedicate alle spiagge di Tropico, due completi da turista, un esclusivo progetto per realizzare “Il Laghetto dei Fenicotteri” nel palazzo presidenziale, la colonna sonora del gioco a base di melodie caraibiche e un calendario digitale che segna i giorni che mancano fino alle prossime elezioni. Imperdibile, se amate la serie.

 

 

 

 

 

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