Si è sempre parlato del lato figo del gaming, quello fatto di lucine led, centinaia di FPS, refresh rate estremamente vascolari e potenze computazionali sovrumane. Oggi no, in data odierna voglio dare voce ad una minoranza etnica, quella del Gamer Disagiato.

Tutti ci siamo passati,perciò andiamo subito a vedere cosa è costretto a subire un videogiocatore disagiato di volta in volta. Prendiamo in esame le componenti principali di un PC moderno.

Ha il suo sex appeal, ammettetelo

GPU nVidia GeForce RTX 2080Ti – Quanto ti bramo
Il vero tallone da killer di ogni buon gamer che si rispetti è la scheda video. La vecchia massima 2080 is for boys 950 is for men è maledettamente vera. In fin dei conti chiunque sarebbe capace a giocare bene superando i 60 frame per secondo mantenendoli stabili. Ma il disagiato no, il disagiato è quella persona che dello screen lag ne ha fatto un compagno di vita, un po’ come la paura va addomesticata in battaglia. Il nostro sfortunato esemplare ludopatico si trova costretto suo malgrado ad affrontare combattimenti di ogni sorta vedendo l’IA o i propri nemici umani coadiuvati da una statistica estremamente importante, i 9 FPS. Nel suo habitat naturale infatti il gamer disagiato è ormai del tutto avvezzo a giocare con una soglia di circa 14, ma nei momenti concitati, un po’ come nei Souls, tutto droppa. Madonne comprese.

Siamo tutti delle fottute falene di fronte ai LED.

RAM Corsair Dominator Platinum RGB LED DDR4 32GB 3200 MHz – I LED mi rendono invincibile!
Il giocatore disagiato medio non sa nemmeno cosa siano le DDR, probabilmente sta ancora giocando a World of Warcraft spremendo il vecchio banco SDRAM comprato con i soldi ricevuti alla prima comunione. Quel suo banco di Ram non può farcela, ma probabilmente è proprio questo a fargli onore. Il poveretto in questione è anche distratto, dimentica spesso Chrome aperto inducendo dunque la sua macchina ludica a piantarsi. E credetemi, Chrome lo fa piantare talmente tanto che in questi casi andrebbe bene anche ad un vegano.

Che questo gioiellino sia del tutto fuori budget per il gamer disagiato è risaputo.

CPU Intel Core i9 9900k 3.60 Ghz – Il mio procio è differente
In natura è ormai molto difficile trovare un individuo carico di disagio, ma oggi siamo fortunati. Il nostro disagiato ha un Pentium II e forte dell’onda del momento fatta di streaming e notorietà online, vorrebbe streammare PERLOMENO Hearthstone o Minecraft. Ma non può, semplicemente non può. Quella specie di resistenza che si ostina a chiamare processore fatica a reggere Windows 98, figuriamoci OBS per streammare almeno a 720p su Twitch. In tutto ciò ha avuto l’enorme riconoscimento da parte del Guinness World Records grazie all’abbattimento della soglia di qualità minima consigliata per la visione umana: lui streamma a 0.9 FPS. That’s it.

Lucine, Lucine EVERYWHERE.

MB Gigabyte Z390 Aorus Ultra – La scheda madre non serve a nulla
Il disagiato medio, che esso sia gamer o meno è ininfluente, tende a non considerare importanti alcune cose, che all’effettivo lo sono eccome. Si trova infatti bloccato da una componente che suo malgrado fa da collante a tutto il sistema, nello specifico una P6LX-A REV 1.1 che volente o nolente gli impedisce qualsiasi cosa in termini di upgrade. Ma il gamer disagiato si sa, non ha soldi da buttare per una componente che all’effettivo non gli può boostare gli FPS. Prova però ad accedere al bios per tentare l’ultima spiaggia: l’overclock. Essendo però, la signorina in questione, un po’ attempata, non supporta frequenze oltre una certa soglia.
Al videogiocatore rimane quindi una sola opzione, sucare.

La velocità di lettura e scrittura è una variabile del tutto superflua.

SSD Samsung 860 Evo 1TB – Grosso è meglio
Le dimensioni contano, è risaputo da ogni popolo e/o minoranza etnica, gamer ignoranti e disagiati in primis. Infatti con i soldi della prima comunione del quale vi ho accennato poc’anzi, il nostro esemplare ha preferito comprare quello che all’epoca era l’Hard Disk più grande ed economico in commercio a scapito della velocità di lettura/scrittura dei dati. La situazione è infine questa: dall’alto dei suoi 75 gigabyte di storage, i tempi di caricamento persino di Campo Minato e Solitario sono eterni. Del resto di tempo ne ha a non finire per aspettare, tra un caricamento e l’altro è infatti stato redatto durante l’ultima riunione con gli amici una sorta di Manifesto della Gastema.

Il modulare non ci piace, e la potenza bruta nemmeno. Tiè.

Corsair RM850x – Sull’alimentatore meglio risparmiare
Ultimo ma non per importanza, l’alimentatore. Il nostro povero sfigato, ormai stremato dai problemi tecnici, che sta affrondando tutto sommato con una temerarietà ai livelli della ciurma di Cappello di Paglia, ha deciso di non fare un upgrade all’alimentatore. Il pezzotto iTek da 12€ rimane tutt’oggi una scelta più che valida: in fin dei conti non è importante che le componenti siano accese tutte insieme. Il cinesissimo, oltre a rischiare di spegnersi in ogni momento facendo magari andare a fuoco qualche condensatore, emana un calore prossimo a quello rilevabile nell’orizzonte degli eventi di un buco nero supermassivo. Ma il gamer ignorante e disagiato è furbo e sfrutterà il flusso infuocato uscente dal retro del PC per tenere in caldo il Kebab che mangerà aspettando tra un caricamento ed un altro.

Per quelli studiati tra voi mi vedo costretto a specificare che il pezzo non vuole offendere nessuno. L’articolo ha un tenore goliardico tendente a sdrammatizzare un momento che tutti bene o male abbiamo vissuto. Siate gli emblemi del disagio a testa alta.

WE ARE DISAGIO. WE ARE LEGION.

Fateci sapere nei commenti se avete gradito e magari porteremo qualche altra “puntata” del “Il Gamer Disagiato“.

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