Tra i nuovi titoli presentati allo stand Daedalic Ent., era presente anche Iron Danger, un gioco che a primo impatto sembra il più classico degli RPG/strategici esistenti. Un party capitanato dalla maga del fuoco Kipuna e da altri due guerrieri che incarnano i tipici mestieri dei giochi di ruolo, un’ambientazione tutto sommato classica e attacchi da manuale. Il gioco offre però un segreto nascosto che aumenta esponenzialmente la sua originalità e le sue potenzialità come tattico: il controllo del tempo.

In Iron Danger le azioni non costano turni, bensì heartbeat, cioè battiti cardiaci. Camminare verso un punto ne occupa un determinato numero, mentre eseguire un attacco può essere più lungo da portare a termine. Questo sistema va a creare la base della meccanica sfruttata dalla protagonista Kipuna, che è in grado di tornare indietro nel tempo di qualche secondo e riscrivere le proprie azioni. Sono convinta che a prima lettura non vi sembri nulla di straordinario: all’inizio nemmeno io ero particolarmente colpita, poiché numerosi titoli sfruttano abilità temporali. In realtà però la carne al fuoco è tanta, anzi tantissima. Iron Danger ci mette davanti a sfide che sono semplicemente impossibili da vincere con le nostre sole forze: i nemici, soprattutto robotici, sono molto più forti di noi. Di conseguenza è necessario aguzzare l’ingegno e creare la “strategia perfetta”, completando una sorta di puzzle mentale di azioni da compiere in sequenza. Nel gameplay giocato dagli sviluppatori ci siamo trovati davanti ad un mostro meccanico sputa-fuoco, attorniato da aggressivi cavalieri, e data anche la sua resistenza ai nostri attacchi fiammeggianti, siamo stati costretti a organizzare una trappola. Perciò ci siamo nascosti in un cespuglio, abbiamo piazzato delle botti incendiarie, poi attirato i nemici in quel punto con una magia e in seguito lanciata una freccia per innescare l’ordigno.

Quello che sembra un piano perfetto e ben congegnato, ha in realtà necessitato di numerosi e numerosi rewind: ogni volta qualcosa andava storto. Magari le bombe non esplodevano in maniera coordinata, o il nostro alleato era posizionato troppo vicino all’esplosione, o ancora i nemici non si avvicinavano abbastanza in fretta. C’era anche la possibilità di riuscire nell’agguato ma venire uccisi in seguito da una freccia vagante o da altri avversari allertati dal rumore delle bombe. Ogni nuovo tentativo ci ha costretto a riavvolgere e eseguire le ultime due o tre azioni, modificando qualche piccolo dettaglio per ottenere il risultato sperato.

Come se non bastasse, le time-line dei due nostri eroi del party sono separate: annullare le azioni della protagonista non significa necessariamente cancellare quelle del nostro compagno. Questo fa sì che esistano infinite combinazioni di turni da noi creabili per vincere le battaglie, alcuni magari finiti in tragedia. Alla fine di un combattimento il gioco in effetti elenca il numero dei nemici da noi uccisi ma anche quello di nostre ipotetiche morti, evitate dell’utilità temporale. Per di più viene mostrato anche il tempo passato in realtà,  paragonato alla velocità dell’azione effettiva vissuta da nemici e alleati (che non si rendono conto dei nostri magheggiamenti): una mezzora di effettivo gameplay ci ha consentito di uscire vittoriosi da una battaglia di 4 o 5 minuti.

Il motto del gioco è perfettamente esplicativo di questa meccanica, e recita più o meno così: “morirete, ma non fallirete” . Migliaia e migliaia di linee temporali parallele con orribili morti vengono create, e poi riscritte, ogni minuto. Tutto grazie al misterioso potere ereditato da Kipuna.

Di contorno a un gameplay francamente brillante, troviamo un’ambientazione molto classica, ma ben realizzata e piena di dettagli. Il mondo di gioco è una fusione tra il fantasy storico Tolkeniano e lo steampunk, grazie all’aggiunta di pericoli robotici. Il character design, purtroppo, è molto meno ispirato, e trovo che il titolo stesso del gioco non gli renda giustizia, apparendo un po’ “generico” . Persino il trailer di annuncio non è in grado di mostrare le potenzialità di Iron Danger, che è in realtà il tattico dei tattici, lo strategico +++, poiché quello in cui possiamo creare infinite time-line pur di vincere i nostri scontri.

Unica cosa che manca? Il replay di ogni azione caricabile su youtube è per ora assente, ma è stato richiesto da talmente tanti giocatori che potrebbe venire aggiunto. Attendiamo perciò novità su un titolo che potrebbe far venire un infarto agli amanti dei tattici: ottenere la giocata perfetta potrà rubarci la sanità mentale. Iron Danger è previsto per PC, Xbox One e PlayStation 4. In caso siate curiosi, esiste anche una graphic novel.

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