Un vecchio mondo che sta morendo, una misteriosa isola abitata da creature ancestrali, un territorio vasto e selvaggio da esplorare, totale libertà di scelta e completa personalizzazione dell’avventura in ogni suo aspetto. Sono queste le premesse di GreedFall, il nuovo Action-RPG del team di sviluppo indipendente Spiders, che si presenta come uno dei titoli più attesi del mese di settembre. La piccola software house francese che conta poco più di una ventina di dipendenti ha promesso al pubblico un progetto mastodontico: saranno riusciti nella loro impresa, o si tratterà di un videogioco “nella media” come i precedenti Bound by Flame e The Technomancer?

L’intreccio

La storia nell’universo di GreedFall ha inizio a Selene, una città portuale ispirata all’Europa del XVII secolo, dove la popolazione sta venendo decimata da un’incurabile malattia che si sta diffondendo senza sosta, la Malicore. L’unica speranza rimasta è un’isola selvaggia scoperta da pochi anni, Teer Fradee, un paradiso terrestre abitato da creature intrise di magia, dove i nativi vivono in simbiosi con la natura, e dove si vocifera esistere una cura per la mortale Malicore. Nella campagna di GreedFall impersoniamo De Sardet, un diplomatico incaricato dai reali di Selene di esplorare l’isola e di cercare le ricchezze che ha da offrire. Nel mondo di gioco sono presenti sei fazioni: la Congregazione dei Mercanti, i Nativi dell’isola, i pirati Nauti, i militari della Guardia del Conio, gli alchimisti dell’Alleanza del Ponte e la religiosa nazione di Theleme. Al giocatore è lasciata completa libertà di scelta sulle alleanze da perseguire, sulle relazioni diplomatiche o militari da intraprendere e sui nemici da farsi lungo la strada. Senza fare ulteriori spoiler sulla trama, rimane in ultimo da dire che GreedFall offre un discreto numero di finali diversi, che possono presentarsi al giocatore al termine della campagna principale. Ogni azione che si intraprende durante il gioco può avere delle conseguenze sugli altri personaggi e sul mondo che ci circonda, il che fa portare a terminare l’avventura in modi radicalmente diversi tra un finale e l’altro.

Libertà di scelta su tutto

Oltre a presentare diversi modi di finire il gioco, in GreedFall al giocatore viene lasciata libertà totale su praticamente ogni aspetto dell’avventura.  A partire dalla creazione del personaggio, che come in ogni RPG che si rispetti permette una vasta gamma di personalizzazione estetica e non solo. Oltre al classico albero delle abilità sono infatti presenti nel menu della progressione anche altre due tabelle relative agli Attributi e ai Talenti, che ci consentono di migliorare ad esempio il nostro Carisma, per sbloccare dialoghi che sarebbero altrimenti inaccessibili, oppure il nostro Vigore, per indossare armature ed armi più pesanti, Artigianato per aumentare la nostra abilità nella forgiatura, e così via. Le combinazioni sono virtualmente infinite.

Spesso in molti titoli appartenenti all’ormai abusato genere degli RPG, questa personalizzazione rimane fine a sé stessa nelle quest, che sono risolvibili quasi sempre solamente con i combattimenti, o al massimo con lo stealth. In GreedFall fortunatamente non è così, e il modo in cui si costruisce il proprio personaggio è estremamente rilevante nel corso delle varie missioni, visto che ogni singola quest del gioco può essere completata in più modi. Non solo dunque finali multipli al termine del gioco, ma finali multipli anche nelle missioni ordinarie. Per fare un esempio presente nelle prime fasi di gioco, il nostro obiettivo è quello di introdurci in uno stabile per recuperare dei documenti: possiamo farlo combattendo contro le guardie a viso aperto, ma in questo caso la reputazione con quella fazione calerebbe, oppure possiamo introdurci da un’entrata secondaria, ma solo se abbiamo l’abilità di scassinamento, oppure ancora possiamo addormentare le guardie se abbiamo una pozione craftabile con alchimia. Insomma, ogni tipo di giocatore può trovare in GreedFall lo stile che più si adatta ai gusti personali, grazie ad un’immensa varietà di scelte, che favorisce anche la rigiocabilità del titolo.

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, legato a doppio filo ai Talenti e agli Attributi che sviluppiamo, e quindi alle armi che possiamo equipaggiare, il titolo offre una buona varietà di armi melee leggere e pesanti. Per chi ama combattere sulla distanza, in GreedFall le opzioni non mancano, visto che armi da fuoco, anelli magici, e trappole consentono al giocatore di tenersi a debita distanza dalle pericolose creature che si pongono sul nostro cammino, a patto ovviamente di sacrificare resistenze in cambio della sicurezza di un’arma ranged.

Un mondo tutto da scoprire

Teer Fradee è letteralmente un eden tutto da scoprire. Un paradiso naturalistico che offre degli scorci mozzafiato grazie anche al motore grafico proprietario degli sviluppatori, il Silk Engine. I paesaggi, ma anche gli ambienti urbani, sono curati in ogni dettaglio, e offrono varietà e gioia per gli occhi ovunque il nostro cammino ci porti. Il level design è ben curato, e premia il giocatore che esplora anche gli angoli più remoti degli scenari con piccole chicche e segreti, magari raggiungibili solo nel caso si abbia livellata questa caratteristica piuttosto che un’altra. L’atmosfera che si respira sulla misteriosa isola intrisa di magia è davvero uno dei punti di forza migliori di questo GreedFall. Lo stesso purtroppo non si può dire dei nemici che ci si parano davanti: non perché l’IA sia mal gestita, ma per la scarsa varietà di mostri normali presenti nelle varie aree. Se infatti le ambientazioni sono variegate e originali, i gruppi di mob semplici sono quasi sempre lo stesso tipo di bestie, rendendo alla lunga leggermente monotoni gli scontri, e togliendo quel brivido della scoperta sul quale tanto punta il titolo targato Spiders. Di diverso respiro sono invece le boss fight del titolo: ogni boss vanta un design unico, ispiratissimo, e completamente diverso l’uno dall’altro. Queste mastodontiche creature magiche richiedono inoltre anche un approccio ben studiato per riuscire nel combattimento, visto che hanno delle barre degli HP molto lunghe, e difficili da far calare, mentre noi andiamo giù con appena uno o due colpi di questi mostri silvani.

Concludendo, se non fosse per la poca varietà di nemici e per qualche glitch grafico, o di compenetrazione di modelli e della telecamera nei dialoghi (ma che gli sviluppatori hanno già annunciato di aver sistemato con la patch del day one), sembra quasi impensabile guardare GreedFall e dire che sia stato sviluppato da un team così piccolo. Il publisher Focus Home Interactive ha dato ancora una volta fiducia allo studio francese Spiders, che ha dimostrato come anche uno studio indie possa riuscire nell’intento di proporre un enorme RPG – ben riuscito, tra l’altro- degno delle più blasonate software house di Tripla A.

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