Il miglior modo per avere il quadro completo di ogni situazione è esplorarne le origini. È questa la filosofia che sta alla base di Bear With Me – The Lost Robots, quarto e conclusivo capitolo delle avventure di Ted E. Bear, che funge da prequel alle avventure vissute finora dal non così tenero orsacchiotto.

Al fine di risolvere il misterioso caso che vede l’inspiegabile sparizione di numerosi robot nella città di Paper City, l’atipico detective lascia questa volta la compagnia di Amber, sua fidata compagna dei precedenti (o forse è meglio definire successivi?) capitoli, in favore di quella del fratello Flint, presente nella trama delle sue passate avventure ma non giocabile.

La serie rimane fedele a sé stessa, con meccaniche da punta-e-clicca tradizionale al quale viene aggiunta col progredire della trama la originale e simpatica necessità del doversi “costruire da soli” il testimone chiave che ci aiuterà a sciogliere il nodo gordiano che avvinghia Paper City e i suoi robotici abitanti. I dialoghi sono simpatici e ben costruiti, con battute inaspettate da parte dei protagonisti e i personaggi secondari sono ben caratterizzati. Le prove non impegnano mai più di qualche minuto ad essere risolte, e il titolo di per sé non più di 3 ore per essere completato, ma nonostante ciò sono soddisfacenti da sciorinare e i risultati divertenti da ammirare.

Tuttavia a tornare sono anche le mancanze dei capitoli precedenti della serie: la carenza di una qualsivoglia musica di sottofondo rende presto l’atmosfera pesante, e se è possibile avanzare l’ipotesi che la decisione di privarne il titolo è stata presa dagli sviluppatori in maniera tale da mantenerne intatta l’atmosfera noir che lo permea, è indubbio ammettere che una colonna sonora Jazz non avrebbe fatto altro che completarlo per il meglio. Allo stesso modo il doppiaggio per gran parte dei personaggi (sopratutto quello di Ted in persona e il suo compagno Flint) non riesce per niente a convincere, tanto da dare l’impressione che gli attori stiano leggendo una lista della spesa piuttosto che dar voce a dei personaggi di un videogioco, e la traduzione dall’inglese all’italiano causa la perdita di alcune perle quali “Holy sheets of paper!”.

La console ibrida digerisce senza problemi il leggero motore grafico di Bear With Me – The Lost Robots senza impuntamenti e con caricamenti veloci tanto in modalità TV quanto portatile, e se si è in grado di passare oltre i diversi problemi che affliggono il titolo di Exordium Games (magari giocando il titolo con l’aiuto della giusta colonna sonora tramite Spotify e leggendo i dialoghi), ci si trova davanti un gioco senza pretese e in grado di offrire, per l’irrisorio prezzo richiesto sul Nintendo eShop di Nintendo Switch, diverse ore di divertimento in compagnia di un orso con velati problemi d’alcolismo e le pungenti battute altrettanto velate del suo nuovo compagno d’avventure.

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